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HomeReportagePadre Franco Nascimbene14 marzo 2007 lettera da Padre Franco Nascimbene

14 marzo 2007 lettera da Padre Franco Nascimbene

 

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CALI MARZO 2007
SETTIMA LETTERA DALLA COLOMBIA
Amici carissimi,
dopo la lettera che vi ho mandato per Natale, mi rifaccio vivo all’avvicinarsi della Pasqua. Voglio cominciare questa mia lettera con un po’ di cose belle:
· La signora Gloria aveva bisogno di fare una mammografia per sospetti di tumore al seno; le chiedevano 40.000 pesos per fare l’esame e lei non li aveva. Gloria ha parlato del suo problema nel gruppetto biblico al quale partecipa. Il gruppo ha deciso di intervenire immediatamente: in due giorni ha organizzato una lotteria vendendo 100 biglietti da 500 pesos che davano la possibilità di vincere un pollo allo spiedo che costa 10.000 pesos ... in due giorni Gloria ha avuto in mano i 40.000 pesos di cui aveva bisogno.
· La nostra vicina di casa ha una bambina di un anno e mezzo di nome Alba: è la sua ottava !! da due giorni aveva febbre, diarrea e vomito. Il medico l’ha visitata e le ha dato una ricetta
per comprare una serie di medicine che costava 30.000 pesos. La mamma di Alba da qualche settimana si era integrata nel gruppetto che si riunisce tutti i giovedì nella nostra starada, ce ne ha parlato ed il pomeriggio successivo siamo usciti in strada divisi in due gruppetti per chiedere aiuto ai vicini. Chi dava 200, chi dava 500. chi dava 100 pesos finchè si sono potute comprare le medicine ... il giorno dopo Alba era già in piedi a correre e giocare.
· Un altra componente del gruppo del giovedì si chiama Natividad, ha 70 anni, vive sola e mangia con quello che di tanto in tanto i figli le regalano. La settimana scorsa una figlia le aveva regalato 5.000 pesos. La vicina di Natividad, che vive vendendo frutta in strada, è appena stata operata ad un ginocchio e per un mese deve stare a riposo assoluto e non può lavorare. Natividad quando si è vista in mano i 5.000 pesos (.... valore circa 2 € .... ) è andata a visitare lavicina e le ha regalato 2.000 pesos.
· Qualche giorno fa, visitando famiglie nuove, sono entrato in una casa dove vive la signora Yamilet che ha a sua carico tre figli adolescenti e la nonna. L’ultima delle figlie, di 12 anni, è solo in prima elementare. Continuano a bocciarla perchè, non vedendo quasi niente, non impara nè a leggere nè a scrivere. Un oculista l’ha visitata e le ha ordinato un paio di occhiali che la metterebbero in condizione di leggere e scrivere; il problema è che quegli occhiali costano 130.000 pesos e la mamma non è in grado di pagarli. In questoi giorni stiamo studiando come restituire la vista alla figlia di Yamilet, speriamo da qui a 15 giorni di fare questo nuovo miracolo ...
Ricordo le parole e l’attività di Gesù che annunciava la “buona notizia” ai poveri, restituiva la vista ai ciechi, rimetteva in piedi gli zoppi, restituiva la salute agli ammalati, e in questo modo faceva vedere che il regno di Dio è già presente tra noi, che una società diversa è possibile, che è possibile costruire un mondo di fraternità anche in una realtà come la colombiana dove tutto parla di violenza, di ingiustizia, di morte .... e con Gesù gioiamo perchè queste cose le capiscono e le vivono i più
poveri, con i loro poveri mezzi e con la loro straordinaria capacità di condividere e di aiutarsi a sopravvivere.
Un anno fa ero alle prime settimane di visita a questo quartiere e stavamo cercando una casa dove venire a vivere. Come era previsto, lo stato sta costruendo un nuovo quartiere di 5.000 casette dove mandare a vivere 5.000 famiglie che vivono in situazioni pericolose come le 1.200 che vivono nel nostro jarillon con costante rischio di inondazione del vicino fiume Cauca. La gente pagherà le case a rate in 15 anni.
In questi mesi hanno terminato e consegnato alcune centinaia di case e quasi la metà della gente del nostro quartiere si è già trasferita nella nuova zona. Le case sono piccolissime: la gente ha a disposizione per vivere circa 24 metri quadrati, però sono case di mattoni, con un buon tetto e alcuni metri di terreno libero dietro casa dove, chi ne avrà la possibilità, potrà con il tempo ingrandire la casa. Per una coppia giovane la casa è sufficiente, ma per chi ha 5,7,8 figli è strettissima. Noi, per ora, siamo rimasti nel quartiere in riva al fiume con la metà della gente che è rimasta e che si trasferirà nei prossimi mesi e stiamo accompagnando il passaggio della gente al nuovo quartiere, dove si stanno mescolando con famiglie in arrivo da altri settori illegali o pericolosi della città. Abbiamo cominciato a celebrare una messa all’aperto ogni domenica nel nuovo settore e stiamo proponendo a chi aveva formato gruppi nel settore dove viviamo di riproporre l’esperienza nel nuovo quartiere cercando di integrare nuova gente. Come metodo per ripartire proponiamo ogni settimana di benedire una casa in ogni settore del quartiere nuovo; il padrone della casa da benedire invita i suoi vicini per il rito, che ogni volta è preceduto da un momento di riflessione comunitaria e di lettura biblica. Speriamo che benedicendo ogni setiimana una casa con la presenza ogni volta della stessa gente in case distinte, la gente si entusiasmi a continuare poi con un cammino di ascolto biblico e di organizzazione. Non sapppiamo ancora se il vescovo affiderà a noi l’avviamento di una parrocchia nel nuovo quartiere. In attesa di una sua decisione stiamo accompagnando il progressivo inserimento della gente che arriva in quella nuova zona che si trova a mezz’ora a piedi da dove viviamo noi attualmente. Il più antico dei gruppi nati nel vecchio quartiere ha intenzione di creare una fonte di lavoro nel quartiere nuovo ... stanno pensando ad una fabbrica di mattoni fatti con sabbia del fiume e cemento. Stanno raccogliendo fondi con piccole iniziative per affittare un terreno e comprare il minimo di materiale per iniziare. Hanno fatto una lotteria, hanno venduto birra, hanno venduto cioccolata calda ed ora stanno preparando una festa per raccogliere i fondi indispensabili per iniziare a produrre mattoni. Se la cosa si realizzerà, speriamo che possa diventare uno stimolo per altre persone e per altri gruppi per creare fonti di lavoro e per non aspettare sempre che altri risolvano i nostri problemi. Con tutti questi piccoli segni di vita che nasce e che cresce ci stiamo avvicinando alle prossime feste di Pasqua. Anche a tutti voi auguro di poter sperimentare che il male e la morte non sono le ultime parole e che la luce del Risorto vi faccia promotori di vita.
Buona Pasqua
Franco.
Indirizzo : padre Franco Nascimbene, Ave. 10N / 16N-57, CALI -- Colombia
Tel. 00-57-2-6612317 (primo giovedì del mese dalle 19.30 alle 20.00 ora italiana)

 

 

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