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Al Sig. Sindaco di Tradate Tradate, 10 ottobre 2010
Alla Curia Vescovile
All’Assessore all’Ecologia Tradate
A tutti i Consiglieri Comunali
All’Ente Parco Pineta Tradate Appiano
All’Assessorato Ecologia Provincia di Varese
Agli organi di stampa
Oggetto:
Bosco di via Broggi,
proposta di corridoio ecologico |
Il territorio denominato “bosco di via Broggi” sito in Tradate, (vedi allegato 1), nonostante la vibrata e civile protesta di moltissimi abitanti del quartiere Pineta e di Tradate che ha prodotto più di 200 osservazioni contrarie al progetto dell’Amministrazione, sarà presto oggetto di nuove lottizzazioni che elimineranno definitivamente questo bosco dalla nostra città.
Sia l’Amministrazione Comunale, proprietaria di circa metà del bosco, sia la Parrocchia, proprietaria della rimanente parte, hanno deciso di sfruttarne l’edificabilità (ottenuta in maniera molto singolare poiché quest’area nasce come “zona ad uso collettivo”) per ottenere vantaggi economici.
Noi riteniamo che la programmazione dell’uso del territorio e delle relative modifiche non possono non tener conto della peculiarità dell’ambiente in cui sono inserite.
Ci riferiamo ad un’area urbana a fortissima valenza ambientale: tutto il Nord Est di Tradate è inserito ancora, grazie anche al verde esistente di ville e parchi privati, in una naturalità diffusa che ben si allaccia con discreta continuità all’adiacente Parco Pineta.
I tanto famosi ed importanti “corridoi ecologici” ribaditi anche nel recente piano paesaggistico della Provincia di Varese in questa porzione di territorio danno i loro frutti i termini di biodiversità (numerosissime sono le frequentazioni nella zona di piccoli mammiferi ed uccelli) nonché come elemento calmierante del clima e purificatore dell’aria.
Nel momento in cui Comune e Chiesa scegliessero di lottizzare l’intera area riteniamo FONDAMENTALE uno studio preliminare che affronti in PRIMO luogo la stima dei danni ambientali ed i possibili e doverosi interventi di mitigazione e compensazione in loco, tenendo conto, tra l’altro, che anche il Parco di Villa Inzoli subirà presto un notevole impatto cementificatorio.
Per essere ancora più chiari per studio “ambientale” non intendiamo il colore o il tipo di coppi e muretti ( studi che stimolano molto alcuni architetti e non) bensì l’analisi dell’impatto che nuove cementificazioni arrecheranno ad un ambiente, seppur urbano, ad alta naturalità che permetta di giungere ad una proposta sostenibile.
Ci risulta che alcuni progetti siano già approvati, altri sono in corso, riteniamo comunque che sia doveroso un ripensamento ed uno studio complessivo dell’area per giungere alle migliori soluzioni.
In allegato proponiamo una prima ipotesi di corridoio ecologico che salvi i collegamenti sia verticali che orizzontali tra le esistenti aree a verde della zona.
Facciamo appello alla coscienza di ogni singolo Consigliere Comunale, alle forze all’interno della Chiesa che credono all’appello lanciato dal Papa per la salvaguardia del Creato, quando ovunque si lanciano grida d’allarme sui disastri ambientali causati dall’eccessiva cementificazione e dalla scomparsa di ambienti naturali, perché si possa giungere ad una soluzione condivisa che NON ponga gli interessi economici come sempre al di sopra di tutto ma che tenga conto anche della Natura, e di conseguenza, della qualità della vita degli abitanti di Tradate.
Auspichiamo che si formi un tavolo di lavoro con la presenza dell’Amministrazione Comunale, organi della Chiesa, abitanti del quartiere, associazioni ambientaliste.
L’Amministrazione Comunale si è già dichiarata disposta ad affrontare questa problematica , ci aspettiamo che anche la Curia offra la propria disponibilità.
Gli abitanti del Quartiere Pineta
Legambiente Tradate