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Storieinrete
tratto da http://www.edavarese.it/storie7.htm
UNA STORIA MALNATESE
di Germano Corti Varese 31/5/2001
La Rivoluzione Francese ha portato modifiche profonde nel modo di vivere e di essere organizzati in società; il periodo Illuminista (1700) ha introdotto criteri, metodi che esistono ancora oggi e funzionano: la scuola, l’ospedale, il carcere, l’ospedale psichiatrico, per citarne alcuni, sono state per l’appunto le innovazioni nell’ organizzare le comunità per migliorare le condizioni di vita di chi fino ad allora ne veniva escluso. Così come per migliorare le proprie condizioni sociali si ideò il sistema Cooperativistico.
Ed è di questo che vorrei descriverne un po’ la storia, limitata al Paese dove abito.
Già sul finire dell’Ottocento operavano a Malnate diverse società operaie, fra queste la società dei contadini, la società dei muratori, la società dei suolini, la società degli scalpellini. Quest’ultima possedeva, sul territorio di Malnate, delle cave di molera, un materiale arenarico di deposito morenico, formatosi durante la glaciazione, e detto materiale veniva per l’appunto cavato e lavorato dagli scalpellini, quindi usato in edilizia per davanzali, spalle per finestre porte, colonne per passi carrai, vasi decorativi. Tra queste società la più numerosa era quella dei suolini. In paese c’era una fabbrica di piastrelle che occupava anche diverse donne; mia nonna materna mi raccontava di quando la sera tornava dal lavoro con le mani rovinate dal cemento, doveva proteggersi le dita con della stoffa per non farle sanguinare, non essendo in uso i guanti.
Furono queste società che diedero vita alla Casa Del Popolo di Malnate che per quasi un secolo ospitò la Cooperativa di Consumo ed il Circolo Famigliare .
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La storia della Casa Del Popolo di Malnate è la storia stessa di Malnate. I lavoratori delle diverse Professioni e Società sentirono l’esigenza che, per meglio tutelare i loro salari, avrebbero dovuto creare un luogo dove poter approvvigionarsi senza essere derubati, sapendo che in Inghilterra, in una Località vicino Londra (Rockdale) i minatori avevano aperto ed avviato un’attività commerciale a conduzione cooperativa, caricando il costo delle merci solo delle spese vive. Così che anche a Malnate, come in molte altre località della penisola, si aprirono dei negozi a conduzione cooperativa. |
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L’edificio costruito non doveva servire solo come luogo per gli acquisti, ma doveva avere dei locali, degli spazi che permettessero ai soci di trovarsi per discutere di tutto ciò di cui una comunità ha bisogno per crescere in armonia e serenità.
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La Cooperativa ì
Casa Del Popolo
nasce a Malnate agli inizi del 1900, per l’esattezza nel 1905, |
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da allora ha accompagnato la storia che il paese ha vissuto ed è stata un modello di vita per i soci; fin dal suo apparire è stata istituzione che nel rispetto delle leggi e regole nazionali dava ai soci indicazioni di comportamento del vivere civile. Come recitava L’art. 1 dello statuto "Essa ha scopo di procurare ai soci un convegno quieto e morale, creare compagnia con indirizzo esclusivamente morale, coltivare quei rapporti umani e quella istituzione che restituisce dignità civile ed il tutto si regge su un’etica della responsabilità".
L’apertura della nuova società avviene nel momento in cui il paese si avvia alla trasformazione da economia agricola in società ad economia industriale; i soci che avevano dato vita alla Cooperativa si rendono conto che per migliorare le loro condizioni dovevano essere presenti nei luoghi decisionali, quali l’amministrazione Comunale e Provinciale. Avviene così che, dopo aver partecipato alle elezioni di Gennaio con una propria lista, il suo uomo migliore, il direttore della Società, il 5 Febbraio 1911 viene proclamato Sindaco, così come due altri soci vengono eletti nel consiglio provinciale. |
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Nell’assemblea del 1909,
dopo 3 anni dalla costituzione,
la società conta 1805 soci su una popolazione di 3700 abitanti |
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| cioè il 48-49%, una percentuale altissima se si considera come erano formati i nuclei famigliari dell’epoca. Si può affermare che la quasi totalità della popolazione residente era associata alla Cooperativa, che gli abitanti di Malnate sentivano questa istituzione come una cosa molto importante |
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| La società Cooperativa esprimeva solidarietà |
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dava aiuti e contributi non solo ai propri soci in difficoltà, ma anche ad enti come l’asilo, dove certo i fruitori del servizio non erano solo i figli dei soci, dava contributi di sostegno alla banda municipale dove diversi cittadini potevano apprendere le conoscenze musicali, dava contributi a sostegno dello sciopero dei muratori a Milano, in agitazione da più di quattro mesi nel 1910.
Inviava inoltre contributi al segretariato all’emigrazione, essendo il Varesotto e quindi Malnate zona a forte emigrazione. Gennaio 1912
Fu anche per questo motivo che la società dovette sostituire il Presidente ed un consigliere, avendo loro preso la decisione di emigrare in Argentina.
La società ha incontrato altre difficoltà per la sostituzione forzata dei propri dirigenti nel periodo del primo conflitto mondiale, 1915/1918. Il periodo fu molto travagliato poiché nessun dirigente poteva concludere il mandato. |
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| Questo modo di operare e di educare fu purtroppo interrotto con l’avvento del Fascismo |
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che in un primo momento considerò la cooperativa come un qualcosa che andava distrutto, "ed infatti subì incendio e devastazione" poi, attraverso l’imposizione e la violenza, il direttorio del Fascio locale incluse nel consiglio di amministrazione cinque membri su nove, che non erano nemmeno soci. Così per tutto il periodo Fascista (1922/1945), alla società e ai propri soci fu impedito l’esercizio e l’uso della democrazia, di fatti per tutto questo periodo gli amministratori non venivano votati dai soci, ma venivano indicati dai gerarchi fascisti.
Fu questo un periodo terribile, testimonianza che ho raccolto direttamente da un vecchio socioche, nel momento in cui mi ricordava quei periodi, ancora soffriva. |
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| Con la fine della Seconda Guerra Mondiale il rinnovato gruppo dirigente della Cooperativa si avvia alla ricostruzione |
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della propria organizzazione e riprende così l’uso della pratica democratica. Nel 1948 un gruppo di soci, calcolato nel 30% dei suoi aderenti, abbandonò questa società per formarne un’altra in concorrenza; questi soci diedero vita ad un’altra Cooperativa, denominata A.C.L.I.
Del resto esistevano in altre parti d’Italia e d’Europa i due filoni storici del movimento Cooperativo: quello Socialista e quello Cattolico.
Alla data attuale la Cooperativa A.C.L.I. di consumo non c’è più, mentre l’altra, quella storica, si è rinnovata ed è presente sul territorio con un nuovo negozio inaugurato e funzionante dall’aprile 1999, così da permettere ai soci e clienti economia e tranquillità nell’acquisto di prodotti non solo a marchio COOP. |
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| Anche per continuare con la tradizione e con i principi che l’avevano ispirata e per stare al passo coi tempi |
| a cooperazione è molto attenta anche all’impatto ambientale dei prodotti |
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che i propri produttori confezionano.
L’inquinamento, la differenziazione cominciano nel momento stesso del confezionamento: un esempio è la nuova confezione del dentifricio che, messo in vendita senza astuccio di cartone, ha permesso fino ad oggi di risparmiare 12TL di carta. Altro esempio è dato dai dosatori di sapone che utilizzano meno plastica, quindi c’è meno immondizia in circolazione; altra battaglia fatta e vinta dal movimento cooperativo è stata quella di avere tolto dalla pellicola per uso alimentare il P.V.C, notoriamente cancerogeno. |
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| Per essere più tranquilli quando facciamo la spesa dobbiamo anche sapere dove e come vengono preparati gli alimenti; esiste un |
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| sistema di controlli nel movimento cooperativo |
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stabilisce che un prodotto, prima di ricevere l’autorizzazione a portare il marchio COOP, deve ricevere il gradimento di una commissione eletta di duecento soci sempre diversi che provano, assaporano, giudicano. |
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| attività di solidarietà sociale |
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di interventi umanitari e per l’integrazione fra le culture; sono diversi i prodotti in vendita nei negozi COOP provenienti dal sud del mondo e commercializzati con passaggi diretti senza transitare dai canali del commercio mondiale: tè, caffè, miele, sono solo alcuni esempi di questa solidarietà (cosiddetti prodotti TRANSFAIR). Tale marchio contempla alcuni prodotti biologici, garantisce che prodotti provenienti dal sud del mondo siano ottenuti senza sfruttamento dei bambini e a condizioni di guadagno equo per i lavoratori.
Un altro marchio "DOLPHIN SAFE ", vale per il tonno in scatola pescato senza uccidere i delfini che si impigliano nelle reti; "MARIN STEWARDSHIP COUNCIL " individua pesci e frutti di mare pescati in maniera sostenibile.
Sono continui gli aiuti alla ricerca scientifica e di sensibilizzazione alle problematiche della tutela ambientale, con una particolare attenzione al rispetto dell’ecosistema.Ogni giorno metà della spesa che portiamo a casa finisce nella spazzatura. Sono scatole, bottiglie, involucri di plastica e cartone che costituiscono il 40% per peso e il 50% per volume dei rifiuti solidi urbani. |
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A Malnate esistono altre realtà cooperative di costruzione e abitazione; anche in questo campo, come è stato per un certo periodo nel settore della distribuzione, una è di ispirazione Cattolica, l’altra di tradizione Socialista, ma tutte e due hanno contribuito a risolvere il problema abitativo per molti Malnatesi e molti altri cittadini che avevano bisogno di casa, ed è per questo motivo che il paese rientra tra le località sopra i quindicimila abitanti dove un’alta percentuale è divenuta proprietaria della casa dove abita.
Vorrei dire infine che il sistema cooperativo è ottimo da utilizzare quando si hanno progetti e non si hanno possibilità individuali per attuarli.
È con questo metodo che con altri quindici soci ho potuto risolvere il problema casa, ed è ciò che ripetutamente dico a chi ha problemi di questa natura.
Una cooperativa è un’impresa il cui obiettivo ultimo non è il profitto, ma il dare risposte ai bisogni dei soci e della collettività. La cooperazione si sviluppa in tutti i settori economici. Ne deriva perciò una risposta articolata e corale che abbraccia un vasto arco di bisogni: dalla creazione di lavoro dignitoso e di qualità alla tutela dell’ambiente, dalla formazione all’abitare, al nuovo welfare, dalla sanità all’assistenza agli anziani e ai soggetti svantaggiati. Una cooperativa è un’impresa il cui obiettivo ultimo è dare risposte ai bisogni dei soci e della collettività.
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